Com’è nata l’idea del viaggio a Capo Nord?
È stata come un’illuminazione! A un anno esatto dalla partenza, tosando il prato di casa, decisi di intraprendere un viaggio non appena mi fossi liberato dallo studio. Subito, con quest’idea, mi si impose l’immagine della bicicletta, apparentemente senza un motivo preciso.
In realtà, l’avrei scoperto pedalando, le due ruote incarnano almeno per me lo spostamento ideale consentendo velocità notevoli pur restando in contatto col mondo.
Nel libro sul viaggio a Capo Nord che ho realizzato, per capire fino a che punto un’esperienza del genere sia capace di identificarti col tuo mezzo di spostamento, non manco di azzardare qualche spiegazione fisico-matematica della libertà goduta in bicicletta.
La destinazione, l’estremo Nord europeo, mi veniva dall’adolescenza, in particolare dal film “La meglio gioventù” che mi aveva svezzato intorno ai sedici anni. Consideravo da sempre Capo Nord una meta obbligata del mio primo cerchio esistenziale, che non ero riuscito a chiudere anni prima con un viaggio in Interrail.
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